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ABREAST IN A BOAT - LA STORIA Nel 1996 nasce in Canada, per volere del Dott. Don McKenzie il progetto "Abreast in a boat" dedicato alle donne operate al seno per sfatare il mito che un'attività fisica non è più possibile per chi abbia avuto l'asportazione in parte o totale del seno a causa del cancro perché il rischio di linfedema è molto alto. Egli ha voluto far intraprendere ad un gruppo di donne volontarie proprio un'attività che impegna essenzialmente le braccia e il busto. Da quel giorno questo progetto è stato adottato in molti paesi americani ed europei. In Italia è nata la prima squadra di donne in rosa a Roma, nel 2003 e, in seguito, in altre città. A Torino, un gruppo spontaneo di donne operate al seno si è dedicata al dragonboating. L'Associazione Salute Donna Onlus ha aderito a questo progetto per sostenere le donne operate al seno e le donne che vogliono fare prevenzione, sia attraverso percorsi formativi che con questa disciplina sportiva. La Società Canottieri Esperia di Torino ha aderito a questo progetto e messo a disposizione un dragone e due allenatori per allenare le donne in rosa di Torino. IL PROGETTO OGGI La squadra delle Dragonette oggi è una realtà, ancora in crescita, ed è già stata riconosciuta dalla Federazione Italiana Dragon Boat, sezione donne in rosa. In tale ambito, le Dragonette sono a tutti gli effetti un equipaggio in grado di partecipare a manifestazioni e competizioni, non agonistiche, di dragon boat. Con le Dragonette si allenano donne non operate che supportano le “diversamente fortunate” (come si autodefiniscono le Dragonette), e sono diventate parte integrante ed integrata della squadra. L’obiettivo di raggiungere due equipaggi – uno in rosa e uno in blu – è quasi raggiunto. Ma non è tutto. Molte delle donne intervistate hanno dichiarato la paura dell’acqua: ecco che nasce, oggi, l’idea di associare al dragonboating l’attività di nordicwalking. Perché questa specialità? Perché l’impegno sulla parte superiore del busto è simile a quello del dragonboating, e si può quindi monitorare con le stesse modalità. Salute Donna si sta impegnando per stendere un progetto di ricerca scientifica che possa confermare che queste due attività non sono dannose e possono adiuvare nella prevenzione del linfedema del braccio interessato dall’intervento di cancro al seno e di asportazione dei linfonodi afferenti.
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